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sabato 13 maggio 2017

occhio al paradosso.

Dal greco para che significa portiere della nazionale e doss che significa dissuasore di velocità.
Contro ogni logica un paradosso riesce a dare una spiegazione fuori dal comune ad un evento apparentemente semplice.
Il paradosso stimola la riflessione in quanto esercita la nostra mente a superare i limiti logici che la vita di tutti i giorni ci pone.
Alcuni famosi paradossi sono:
Il paradosso del nonno di Schrodinger: quando il nonno è sul divano che dorme ha il 50% di possibilità di essere vivo oppure no, fino a quando nessuno controlla il respiro.
Il paradosso del "tirati su seduto": Ne avevo già parlato. Quando una madre sgrida il bambino che gioca sdraiato a terra gridandogli "tirati su seduto!" è a tutti gli effetti un paradosso.
Il paradosso di "stai zitto quando mi parli": Altro paradosso molto comune nella vita di tutti i giorni, soprattutto nei tamarrini con il motorino, spesso è seguito dall'espressione "abbassa lo sguardo" e da suoni primitivi gutturali come "oooouu" oppure "oh scemouuu" o ancora "oou babbo".

Il più ostico e ancora il più saldo tra i paradossi che io conosca è il seguente:

Vado a lavoro per comprarmi la macchina per andare a lavoro.

Scritto su un muro della mia città questo paradosso può dare risposta a qualsiasi cosa.
E fa riflettere.
Perchè il mondo del lavoro è ancora il più grande paradosso che esista.



sabato 17 settembre 2016

Riflessioni.

Un ragionamento corretto che però porta ad una contraddizione viene definito paradosso.
Secondo Wikitelachiesto il paradosso, termine nato dalle parole para (portiere) e dosso (dissuasore di velocità) è un potente stimolo per la riflessione.

Come se non avessimo abbastanza specchi in casa.

Fin dalla prima infanzia i paradossi ti circondano.

Senti alcuni genitori che ai loro figli dicono "corri dagli amici, ma non sudare" oppure "tirati su seduto" o il classico "Non urlare a voce alta".

Queste affermazioni portano a riflettere, si.

Nel mondo del lavoro poi i paradossi si sprecano.

Ad esempio "può lavorare con noi, ma senza retribuzione" oppure "cerco giovane primo impiego con esperienza" o anche "il suo contratto comprende otto ore lavorative al giorno, ma l'orario è flessibile".
Insomma siamo circondati ogni giorno da paradossi di ogni genere, sia nella vita quotidiana sia nel lavoro, in politica, in tv, a scuola e così via.

Siamo quindi portati a riflettere giorno dopo giorno, oppure viviamo passivamente  queste situazioni?
Ora ad esempio è l'estate autunnale più lunga dell'anno.

Voi come la vedete?