Da sempre le domande fondamentali che l'uomo si è sempre posto sulla vita, l'universo e tutto quanto sono state:
Chi sono?
Da dove vengo?
Dove andiamo?
Sai mica dov'è il bagno?
Hai una sigaretta?
Siete aperti a Ferragosto?
Le ultime sono le più nefaste in questo mese del cactus.
Il mondo così come lo conosciamo si divide in tre categorie:
Chi va in vacanza
Chi rimane a lavorare
Chi è in vacanza ma sceglie di andare a rompere le palle di chi è rimasto a lavorare
Rischiando grosso oserei aggiungere.
Nonostante Pokemon Go ci sono ancora tante persone che al posto di correre per i prati ad acchiappare mostriciattoli virtuali consumando tutti i giga e la batteria del telefono, seguono la filosofia del negozio aperto tutti i giorni a tutte le ore senza festivi ne niente.
E si lamentano pure se trovano chiuso, così non va bene.
Ma potranno queste persone prendersi il periodo di ferie o devono chiedere il permesso a chi esce dalla sua tana solo la vigilia di natale e festivi?
Eccheccactus!
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domenica 14 agosto 2016
Le domande fondamentali.
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sabato 28 maggio 2016
Il silenzio tra noi.
Basta una sola parola per intendersi, non sempre.
Spesso servono molte più parole, ormai prive di significato.
E' ora di cena, ti siedi a tavola e nessuno parla, ognuno al cellulare o con gli occhi incollati alla tv.
Ti giri verso la persona seduta accanto a te, la osservi mentre consumi la cena frugale, la osservi bene.
I suoi tratti non ti dicono nulla eppure dovresti conoscerla da parecchio.
Nella testa invece ti chiedi "ma chi caaacchio è?"
La persona accanto a te per un millesimo di secondo stacca gli occhi dal cellulare e ti rivolge uno sguardo pieno di curiosità.
Si mette a urlare come una forsennata.
Tutti gli altri seduti a tavola distolgono lo sguardo anch'essi da cellulari e tv per squadrarti come se fossi un alieno, con sguardi di dubbio misto odio.
Mi cacciano via fuori dalla porta di casa.
Allora capisco tutto.
Avevo sbagliato appartamento.
Basta anche una sola parola per intendersi, non sempre però si ha voglia di parlare.
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sabato 21 maggio 2016
L'eroina.
Si dice eroe o eroina per descrivere la protagonista femminile di videogiochi, film e libri?
Negli ultimi anni ci sono stati diversi film tra cui "Mad Max: Fury Road", con la splendida
Charlize Theron, nel ruolo dell'imperatrice Furiosa, l'antiprotagonista più amata e discussa dal
pubblico, oppure l'altrettanto bella Scarlett Johansson nel film "Lucy", un film che sinceramente
non ho seguito con altrettanto entusiasmo.
Oltre a Lucy e Mad Max: Fury Road c'è stata una vera e propria proliferazione di film il cui le
eroine menano come fabbri e ti tengono incollato allo schermo.
Nell'ultimo "Batman vs Superman", per esempio, l'unico motivo per vederlo è Wonder Woman,
interpretata da Gal Gadot (si...con un nome così viene sicuramente da Krypton), di cui faranno
un film molto presto.
Da non dimenticare, soprattutto perchè fa parte di una trilogia (anche se ora come ora le trilogie
non si fermano mai al terzo capitolo vanno avanti all'infinito), la giovane protagonista di "Hunger
Games", Katniss Everdeen personaggio controverso in lotta tra azione e vestiti nuovi,
interpretata da Jennifer Lawrence...e vestita da Lenny Kravitz..pensa te.
Saltando ancora più indietro ricordo con piacere, Uma Thurman, che prima di bersi Schweppes
a litri fino a scoppiare, interpretava Beatrix Kiddo, donna forte e letale che per vendetta non si
fermava davanti a nessuno, neanche ai semafori rossi, in "Kill Bill".
E poi ancora Buffy l'ammazzavampiri, le avventure di Sarah Michelle Gellar, con la sigla più figa
di sempre.
Poi Sarah Connor che tra il primo e il secondo Terminator diventa Rambo..una paradosso
spaziotemporale.
Prima di tutte però la mia preferita, Ellen Ripley, Sigourney Weaver, nello spazio profondo con
un gatto e un alieno xenomorfo con tanta voglia d'affetto.
Questi sono i film più famosi molti non li elenco perchè ci vorrebbe troppo, mi sono anche
tenuto lontano dai videogiochi e non ho citato il prossimo reboot di "Ghostbusters" perchè già dal trailer non sembra un film d'azione con protagonisti femminili forti e letali, ma un film per bambini stile Albero Azzurro con qualche fantasma qua e la, però lasciando perdere questo film fuffa, mi sento in dovere di aggiungerne solo un'altra prima di concludere.
Marie Elizabeth Winstead.
Magari il nome ora non vi dice nulla, forse vi è capitato di vederla in "Grindhouse - a prova di
morte", magari in "Die Hard - Vivere o morire" (dove Bruce Willis con un cellulare in mano dice in tutto il film solo tre parole, cioè "Prende" "Non prende" "Fibra!"), In "Scott Pilgrim vs the world", nel prequel de "La cosa" e prossimamente in un film il cui trailer mi ha molto incuriosito,"10 cloverfield Lane".
Questo lunga premessa perchè?
Perchè anche Nefertina ha voluto disturbarmi e ahimè la situazione sta degenerando...
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sabato 16 aprile 2016
Momenti di...isolamento.
Lascio tutto e vado a vivere su un'isola deserta.
Proprio come Robinson Crusoe.
Mi porto solo l'ombrellone, il cellulare, caricabatterie, il portatile, l'ipad, il modem, la crema solare, occhiali da sole, una maschera, infradito e costume, scorta di medicinali e cerotti, una collezione di fumetti, un pò di libri da leggere, la tv, il lettore dvd bluray, lo spazzolino, gli asciugamani, l'accappatoio, il docciaschiuma, bagno con doccia, l'asciugacapelli, un letto matrimoniale con piumone per i mesi più freddi, stoviglie piatti e posate, una lavastoviglie, una caffettiera con scorta di caffè, una barista, stracci secchio scopa e detergenti per le pulizie, una governante, asse e ferro da stiro, una seconda governante, il forno, il frigorifero, un divano, una scorta di gelati per tutti i gusti, pizze a non finire, scorta di pasta e sugo, uno chef de rang, un armadio con i vestiti estivi e uno con i vestiti invernali, un supermercatino vicino dove acquistare generi cibo e acqua, una compagnia con cui condividere gli splendidi tramonti sul mare, una bottiglia di Bordeaux di Chateau Mouton Rothschild del 1945 e perchè no..se co sta anche un bel caminetto.
Non ho dimenticato il gas acceso vero?
Proprio come Robinson Crusoe.
Mi porto solo l'ombrellone, il cellulare, caricabatterie, il portatile, l'ipad, il modem, la crema solare, occhiali da sole, una maschera, infradito e costume, scorta di medicinali e cerotti, una collezione di fumetti, un pò di libri da leggere, la tv, il lettore dvd bluray, lo spazzolino, gli asciugamani, l'accappatoio, il docciaschiuma, bagno con doccia, l'asciugacapelli, un letto matrimoniale con piumone per i mesi più freddi, stoviglie piatti e posate, una lavastoviglie, una caffettiera con scorta di caffè, una barista, stracci secchio scopa e detergenti per le pulizie, una governante, asse e ferro da stiro, una seconda governante, il forno, il frigorifero, un divano, una scorta di gelati per tutti i gusti, pizze a non finire, scorta di pasta e sugo, uno chef de rang, un armadio con i vestiti estivi e uno con i vestiti invernali, un supermercatino vicino dove acquistare generi cibo e acqua, una compagnia con cui condividere gli splendidi tramonti sul mare, una bottiglia di Bordeaux di Chateau Mouton Rothschild del 1945 e perchè no..se co sta anche un bel caminetto.
Non ho dimenticato il gas acceso vero?
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sabato 9 aprile 2016
$$$$$$!!
I soldi.
Il mezzo con cui è possibile acquistare cibo, beni di consumo e a volte anche la dignità di una persona.
Se ne fa un gran parlare sempre, mentre loro di noi non parlano mai.
Un tempo i nostri antenati li nascondevano sotto o dentro il materasso, altri costruivano un grosso deposito munito di grandi sistemi d'allarme, solo per farci il bagno.
Ne girano tanti, tantissimi, ma non bastano mai.
Da anni ci si chiede se davvero possono dare la felicità.
Possono?
Se tutti quanti nel mondo riuscissero ad avere la stessa quantità di contante probabilmente ci sarebbero meno malcontenti, meno rivalità, meno invidie.
Si, proprio noi che siamo divisi in ogni cosa e mai uniti.
A partire dallo sport, la politica i programmi tv fino ad arrivare ai ultimi film.
Devi sempre scegliere da che parte stare, uno contro l'altro.
Allora sono i soldi a dare e togliere la felicità o siamo noi perennemente in conflitto e in gara l'un con l'altro per chi ha più cose, per chi ce l'ha più lungo e chi la fa più lontano?
Quel mezzo per cui potevi acquistare beni per far stare bene te e la tua famiglia si è trasformato in un'arma tagliente più di mille rasoi e capace di far molto più dolore.
Un dolore così forte come il tentativo di fare un tuffo dal trampolino in una vasca piena di monete e banconote..
Ora prova a fare un tuffo in un deposito di soldi virtuali, prova.
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sabato 2 aprile 2016
Vita da caffeinomane.
Come tutti sappiamo il caffè è quella sostanza magica capace di tenerti sveglio e darti un pò di carica durante la giornata.
La carica che può dare dipende da caffè a caffè.
Il caffè è stato scoperto dall'esploratore Enric Taber nel 1600, dopo una lunga traversata nell'oceano.
Approdato a Porto Rico e visibilmente stanco entrò in un bar e li gli venne offerto un caffè.
Una volta bevuto il primo subito si sentì pieno di energia e colpito dalle proprietà miracolose della bevanda ne prese un'altra.
Al 10° caffè diventò leggermente rissoso e irritato, provocando una rissa nel locale.
Fu sbattuto fuori ma non prima di aver fatto scorte di quel prezioso nettare.
Da quel giorno il caffè venne importato in tutto in ogni bar del mondo.
Successivamente anche nei supermercati e a casa delle nonne.
Enric però non riuscì a vedere l'evoluzione di questo processo d'importazione perchè morì un mese dopo il suo primo caffè di attacco cardiaco.
Ma non sono di certo stati i 20 caffè al giorno ad aver provocato quell'attacco, il cuore una volta era più fragile e c'era chi spirava anche quando gli veniva soffiato il posto auto durante un parcheggio.
Quanti progressi ha fatto il mondo del caffè nei secoli.
Ad oggi, in alcuni dei bar più scicchettosi della zona, una tazza con mezza falange di caffè viene venduta a prezzi esorbitanti e neanche ti tengono sveglio.
In altre zone invece la bevanda viene servita in un bicchiere dimensioni bibitone, con aromi di qualsiasi tipo, anche metallo laminato, allungato con acqua e non sa di niente, per non parlare delle cialde...
L'unico caffè veramente buono è quello fatto dai nonni, dove la tazza viene riempita fino all'orlo, ha un colore nero come la notte, amaro e bollente come la vita, da riempire con tutto lo zucchero che c'è in casa.
Per non parlare delle sue ulteriori proprietà..
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venerdì 25 marzo 2016
Insonnia.
Un fenomeno sempre più di frequente, grazie allo stress della vita di tutti i giorni e anche grazie a quel killer seriale con la faccia bruciata, il maglioncino a righe e il borsalino marrone capace di visitarti nei sogni in cerca di nuove vittime.
Eh si altro che camomilla, ho provato a dargliela non l'ha voluta.
Anche lui soffre d'insonnia e da parecchio altrimenti non andrebbe a rompere le palle nei sogni degli altri, solo che dopo 10 film comincia ad essere stufo.
Mi ha raccontato che la sua azienda sta per essere venduta e la moglie lo stressa perchè ha sempre voluto che cambiasse mestiere, fare l'astrologo magari, provocando la sua incapacità di prendere sonno.
Deve però tirare avanti e tenere duro, per portare a casa la pagnotta, così si sfoga continuando a mietere vittime nei sogni della gente con uno sguardo nostalgico agli anni passati, i ruggenti anni 80.
Dice che le ha provate tutte per addormentarsi, contare le pecore, contare i pastori, contare le persone disoneste nel nostro paese, ma niente sembra aver funzionato.
Ho consigliato di guardarsi una puntata di "Amici" o "Uomini e Donne" per un sonno immediato, ma neanche questo metodo si è rivelato efficace.
Bere un bicchiere d'acqua contando fino a 10 gli ha fatto passare il singhiozzo e scappare la pipì, ma niente sonno ancora.
Guardare dentro la bottiglia dell'olio non è abbastanza noioso.
Il mondo del web fornisce un'infinità di metodi contro questo problema, ma per quanto provi e riprovi, l'unica soluzione si trova dentro di noi, nella nostra testa, ognuno a modo suo.
E pensare che andare a dormire da bambini era quasi una punizione, ora da adulti invece ci si tuffa nel letto con un carpiato perfetto e ciaone a tutti.
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lunedì 22 febbraio 2016
Se famo du spaghi?
Dai troviamoci tutti insieme una sera a cena!
Si ottima idea! mi piace, facciamolo!
Quando mai.
Avete presente quel cartone animato con il cane da pastore che deve proteggere le sue pecore dal coyote?
Radunare le persone per un qualsiasi evento, cena o compleanno è esattamente così.
La cosa più complicata al mondo; almeno per me che non sono una modella e neanche Hugh Jackman.
Prima di tutto c'è il passaparola, dove in un futuro molto vicino alla vittoria di John Connor sulle macchine ancora qualcuno non legge i messaggi sul cellulare sui social, oppure non li vede, li cancella, insomma un disastro.
Una volta raccolti tutti i consensi bisogna poi trovare il locale adatto: perchè c'è il salutista che mangia solo cose sane, genitori con figli che vogliono un locale con balocchi e vasche con palline incluso, poi ci sono quelli che arrivano da lontano, persone capaci di percorrere miglia e miglia per andare a ballare, ma per quella serata non riesco a raggiungere i 10 metri di distanza.
Trovato il compromesso perfetto anche l'orario diventa un problema, chi lavora di giorno, chi di sera, chi fa un part-time verticale orizzontale o obliquo, che non ti permette neanche di farti fare una cena in santa pace ma vi pare?
E finalmente eccoci li, tutti riuniti a ridere e scherzare e passare una piacevole serata, ognuno con le proprie vite e le proprie storie, tutte diverse.
Magnato, bevuto, caffè e il conto.
Ecco quello che succede alla cassa, per rendere l'idea una vignetta sul dopo cena nell'ade di 300 spartani.
Buona settimana.
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lunedì 8 febbraio 2016
la solitudine dei numeri periodici.
Sette e trenta del mattino, un pò di nebbia agli irti colli, piovigginando sale.
Una grigia mattina quando alla stazione un giovane studente prese il primo treno e lasciò la città.
- Quanta fretta, ma dove corri? - gli chiesero - dove vai? se ci ascolti per un momento, capirai..- ma lui nulla, non rispose.
Aveva bigiato la scuola quel giovane, il vuoto che aveva lasciato tra i suoi compagni e soprattutto tra le sue innamorate era enorme.
Eh si... quel ragazzo era un piacione, bello, bello e impossibile, con gli occhi neri e un vago sapor mediorientale, un giubbotto di pelle che non toglieva mai neanche per fare il bagno e i jeans sempre strappati, faceva impazzire le teenagers.
Qualcosa però andò storto, forse quel piccolo scavezzacollo, durante i suoi giretti per la città in Harley Davidson, vide ciò che non doveva.
Forse colse sul fatto l'assassino dell'uomo ragno, o forse pestò i piedi a qualche personaggio importante, qualche magnate dell'industria del caffè.
Fatto sta che in questo momento si trovava su quel treno, in fuga.
Ma per colpa di chi? chi? chi chi chichichirichi..
Non lo sapremo mai.
O forse si.
In questa storia entra in scena un nuovo personaggio.
Laura, la sua compagna di classe, sentendo la sua mancanza, iniziò ad indagare sulla sua scomparsa.
Frugò dappertutto, anche nel suo diario per cercare delle foto, delle prove in grado far luce sull'evento.
E trovò una lettera importante, la aprì, con le gambe tremanti continuò a leggerla tra le lacrima.
Il testo era la confessione di Marco, il fuggitivo, che non stava scappando da qualche pericolo, bensì fuggiva dalla stessa laura.
L'unica ragazza con cui era uscito per mesi senza combinarci nulla, rischiando così di mettere in pratica il principio naturale che "La regola dell'amico non sbaglia mai" cioè se sei amico di una donna, non ci combinerai mai niente, mai non potrai rovinare un così bel rapporto.
Ed è questa la morale della storia caro pubblico da casa:
"Meglio soli che male accompagnati"... certo, a volte capita che qualcuno sia entrambe le cose...beh in quel caso è fottuto.
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lunedì 4 gennaio 2016
L'ultimo del danno.
Senza un attimo di tregua si volta pagina e si passa dal terribile anno 2015, con i suoi pregi e i suoi difetti, allo sconosciuto e misterioso anno 2016.
I momenti tranquilli e sereni di queste vacanze tra poco verranno spazzati via dal solito tran-tran quotidiano, fatto di traffico, insulti, giornate di lavoro stancanti, mestieri avvilenti e magari a volte qualche piccola soddisfazione.
Per questo dopo cene fanfaraoniche a base di narvalo in umido e bufalo con crema di castagne ed estrazioni di tombola, l'ultima occasione di spaccare e di spaccarsi (a volte) è proprio il capodanno.
Fateci caso, non per niente ha la parola danno nel nome, già così non promette niente di nuovo.
Si parte sempre indecisi o vaghi sul da farsi, l'organizzazione ha un chè di fantozziano; i più "furbi" partono lontano da tutto e da tutti al mare o in montagna (dove di solito c'è più gente che a casa, "furbi" anche loro); i più coraggiosi partono alla volta di qualche locale, inizialmente molto elegante, ma col passare delle ore, sempre più vicini al countdown questo posto diventa il peggior cesso dell'inferno in terra; altri invece si uniscono, in branchi più grandi, a casa di amici o peggio in casa propria.
Ecco...qua dipende da come te la giochi, dopo un'accurata selezione in stile grande fratello e se tutti hanno passato il secondo colloquio, solo allora potranno ambire all'invito ufficiale per partecipare a casa tua.
Se vengono a cena ancora meglio, saranno troppo stanchi per devastarti casa dopo lo zampone reale e chili di lenticchie come se piovessero.
Per gli altri che invece arrivano dopo puoi sfoderare il magnifico panettone a strati alla crema pasticcera nutella e mascarpone, da finire per forza prima di mezzanotte altrimenti qualcuno dovrà portarselo a casa propria il giorno dopo.
Lo spumante deve essere gasato al punto giusto, cioè a 6000 atmosfere, solo bolle e niente alcol, col botto che fa stappandolo gli invitati sarano già pieni d'aria solo respirando.
I petardi che in molte città son stati vietati, diventano delle gioiose fontanelle o delle allegre stelline..e su questo non commenterò oltre mi fermo qui, passiamo direttamente alla mattina seguente.
Che tu abbia passato il capodanno in montagna, al mare, in qualche locale o a casa di amici, il risultato la mattina dopo sarà sempre lo stesso.
Uno zombie, capace solo di pochi mugugni e grugniti che vaga senza meta barcollando per la casa con alcuni stracci addosso e zero idee.
Fino al prossimo ultimo dell'anno.
Buon 2016
Phil
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